Il progetto “Natália Trejbalová. Riscoprendo Levis in residenza” è sostenuto dal “PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea”, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Le attività complementari al progetto originario sono realizzate grazie al sostegno nell’ambito del bando “STARTER. Cultura e Creatività per la sfida ambientale” della Fondazione Compagnia di San Paolo e si inserisce in un programma di residenze d’artista promosso dalla Pinacoteca G.A. Levis di Chiomonte e curato da ARTECO e CRIPTA747. L’obiettivo è ospitare artiste e artisti contemporanei, coinvolgendoli nella rilettura delle opere del paesaggista Giuseppe Augusto Levis – attivo durante i primi vent’anni del Novecento – e in un confronto con il territorio della Val di Susa, la sua natura, le sue tradizioni e le sue comunità, al fine di incrementare le collezioni civiche con un nucleo di opere d’arte contemporanea.
Dal 6 giugno 2026 al 28 febbraio 2027 vi aspettiamo alla Pinacoteca G.A. Levis di Chiomonte, per la mostra personale dell’artista Natàlia Trejbalová, Forecast a cura di ARTECO e CRIPTA747.
Forecast è una installazione video-ambientale immersiva, concepita come un dispositivo che intreccia dimensione narrativa, indagine scientifica e costruzione immaginifica. Frutto di una residenza svolta da Natália Trejbalová nel contesto valsusino nel dicembre 2025, il progetto nasce dalle riflessioni maturate dall’artista sul concetto di paesaggio inteso come organismo vivente e in continua trasformazione, e si avvale della collaborazione del glaciologo Biagio Di Mauro, ricercatore all’Istituto di Scienze Polari (ISP) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Ispirandosi alle numerose tavolette che documentano l’arco alpino a inizio Novecento dipinte da Giuseppe Augusto Levis, raccolte nelle sale del museo, Trejbalová guarda alla Val Susa come un caso studio per ragionare sulla temporalità espansa dei corpi geologici.
Luogo di frontiera e soglia naturale, l’arco alpino valsusino è al tempo stesso corpo vulnerabile e testimone silenzioso di accelerazioni climatiche, movimenti tettonici e trasformazioni ambientali che eccedono la percezione umana. Questa prospettiva, che dialoga con le teorie della mineral evolution e con gli approcci del pensiero new materialist, consente di superare una visione contemplativa del paesaggio e di considerarlo invece come soggetto attivo e portatore di narrazioni.
Nella sua pratica, Natália Trejbalová trae ispirazione dalla ricerca scientifica e dalla speculazione fantascientifica, esplorando il potenziale politico del worldbuilding come mezzo per rimodellare la nostra comprensione dell’ecosistema più-che-umano a cui apparteniamo. Forecast si sviluppa come una costruzione visiva non lineare in cui frammenti temporali e spaziali si sovrappongono, producendo una percezione espansa del tempo geologico che va a ridimensionare la centralità dello sguardo umano. Attraverso l’uso combinato di riprese in situ, ambienti costruiti in studio, miniature e tecnologie di manipolazione dell’immagine, il progetto mira a creare un immaginario che eccede i paradigmi documentari tradizionali, aprendo a una dimensione speculativa in cui il paesaggio si articola come memoria, corpo e proiezione futura. L’opera assume una dimensione immersiva capace di attivare nello spettatore una relazione sensibile con l’ecosistema più-che-umano e, insieme, quella di un dispositivo critico volto a sollecitare nuove forme di consapevolezza ecologica, restituendo la complessità dei processi di trasformazione del paesaggio alpino e il loro impatto nel presente.
Il progetto si inserisce in un programma di residenze d’artista promosso dalla Pinacoteca G.A. Levis di Chiomonte e curato da ARTECO e Cripta747. L’iniziativa intende ospitare artiste e artisti contemporanei, coinvolgendoli in un processo di rilettura delle opere del paesaggista Giuseppe Augusto Levis – attivo nei primi decenni del Novecento – e nel confronto con il territorio della Val di Susa: la sua natura, le sue tradizioni e le sue comunità. L’obiettivo è arricchire le collezioni civiche con un nucleo di nuove opere, favorendo un dialogo tra la cultura storica del territorio e le pratiche artistiche contemporanee. Il progetto intende mettere in dialogo diverse realtà che operano sul territorio, dalle comunità che lo abitano, agli enti formativi che stanno svolgendo numerose ricerche in loco (ne è un esempio il progetto APICI dell’Università degli Studi di Torino) sino al Parco Alpi Cozie, centro di ricerca volto alla salvaguardia paesaggistica ed demoetnoantropologica della Val Susa. La vicinanza tra i centri di ricerca e il paesaggio studiato costituisce un nodo fondamentale del processo, suggerendo una metodologia che intreccia esperienza diretta del territorio, pratica teorica e sperimentazione tecnologica.
Per offrire ai visitatori la più ricca esperienza di visita possibile, la proposta espositiva si completa con un calendario di attività educative museali pensato per tutti i pubblici, un programma completo di percorsi tematici guidati e attività dedicate alle famiglie che vede il coinvolgimento delle scuole del territorio e la collaborazione con associazioni locali. Si consiglia di seguire i canali social della Pinacoteca G.A. Levis, sempre aggiornati, anche in merito agli incontri.
Nei prossimi mesi verrà annunciata l’uscita di una pubblicazione dedicata al progetto, un catalogo che attraverso una raccolta di saggi, contributi critici e una documentazione dell’opera andrà ripercorrere la genesi di Forecast in chiave teorico-visuale.
Nell’ambito del progetto è prevista la realizzazione di un ricco public program, progettato dal Deep Time Committee – un gruppo di ricerca junior (under 30 e principalmente operanti tra Piemonte, Liguria e Valle D’Aosta, con una ricerca legata alle tematiche sviluppate a partire dal lavoro di Natália Trejbalová). Questo programma sarà concepito come spazio di confronto, ascolto e attivazione collettiva, orientato a costruire una relazione viva e porosa tra la ricerca artistica e le comunità che abitano il territorio alpino, con particolare attenzione alle dimensioni ecologiche, storiche e sensibili che emergono dalle pratiche quotidiane di coesistenza con il paesaggio. L’intento è quello di creare una piattaforma generativa in cui i saperi situati possano dialogare con approcci teorici e speculativi, favorendo l’emersione di narrazioni plurali capaci di rileggere il territorio non come superficie da osservare, ma come luogo complesso, attraversato da memorie geologiche, tensioni politiche e immaginazioni future.
(*1989, Košice) è un’artista visiva che vive e lavora a Milano. La sua pratica multidisciplinare comprende le immagini in movimento, scultura e disegno. Le sue opere video sono strettamente legate alla sua pratica scultorea, che funge da mezzo fondamentale per la costruzione dell’immaginario cinematografico. Traendo ispirazione dalla ricerca scientifica contemporanea e dai regni speculativi della fantascienza, il lavoro di Trejbalová esplora il potenziale politico della costruzione del mondo come mezzo per rimodellare la nostra comprensione dell’ecosistema più che umano a cui apparteniamo. Ha partecipato a varie mostre personali e collettive e i suoi film sono stati proiettati in diverse istituzioni e spazi come Matadero, Palais de Tokyo, MUDAM Luxembourg, Power Station of Arts di Shanghai, OGR Torino, Fotomuseum Winterthur, La Quadriennale di Roma, Gossamer Fog, MAGA, L’Esprit Nouveau, Fondazione Pini, Regional Art Gallery Liberec e altri. È stata anche artista in residenza presso Schafhof – Europaisches Künstlerhaus Oberbayern; Kunststiftung Baden-Württemberg; AIR Futura Prague e altri. Tra le sue recenti mostre personali sono Never Ground (2025) a Bratislava City Gallery; Don’t Believe the Speaking Car (2024) a OGR Torino; A Few Thoughts on Floating Spores (2024) alla Šopa Gallery di Košice e Isle of the Altered Sun (2021) alla Promise of Kneropy di Bratislava. www.trejbalova.info








